Notule

 

 

(A cura di LORENZO L. BORGIA & ROBERTO COLONNA)

 

 

 

NOTE E NOTIZIE - Anno XXIII – 28 febbraio 2026.

Testi pubblicati sul sito www.brainmindlife.org della Società Nazionale di Neuroscienze “Brain, Mind & Life - Italia” (BM&L-Italia). Oltre a notizie o commenti relativi a fatti ed eventi rilevanti per la Società, la sezione “note e notizie” presenta settimanalmente lavori neuroscientifici selezionati fra quelli pubblicati o in corso di pubblicazione sulle maggiori riviste e il cui argomento è oggetto di studio dei soci componenti lo staff dei recensori della Commissione Scientifica della Società.

 

 

[Tipologia del testo: BREVI INFORMAZIONI]

 

Il 3-indolo-acetato nell’asse intestino-cervello limita l’insufficienza diastolica da disbiosi. Bhakti I. Zakarauskas-Seth e colleghi hanno studiato i metaboliti prodotti dal microbioma intestinale in Danio rerio, come modello sperimentale di cardiopatia ipertensiva (insufficienza diastolica) indotta da disbiosi intestinale, analizzando l’asse intestino-cervello-cuore. Hanno poi adottato i dati ottenuti per indagare i parametri di pazienti ipertesi.

I ricercatori hanno identificato una linea diretta di comunicazione tra batteri intestinali, cervello e cuore: uno specifico metabolita batterico, ossia il 3-indolo-acetato (IAA) riduce l’attività eccessiva dei neuroni oressinici (ipocretinici) ipotalamici che causa ipertensione e cardiopatia. La somministrazione di IAA, o l’innalzamento del suo livello attraverso l’assunzione di probiotici che lo producono, sembra in grado di operare a monte delle vie ormonali e simpatiche, prevenendo la patogenesi multisistemica delle cardiopatie ipertensive e contrastando lo sviluppo di ipertensione. [Cfr. CirculationFebruary 19, 2026; Neuroscience News – February 24, 2026].

 

Perché la perdita di sonno compromette la memoria sociale cruciale per riconoscere le persone? La perdita di sonno compromette la funzione di due circuiti che richiedono il rilascio di ossitocina, deficitaria quando non si dorme: 1) il circuito PVN-CA2, che codifica le nuove memorie sociali; 2) PVN-PrL, che rievoca le memorie familiari.

In particolare, l’ossitocina nella regione CA2 dell’ippocampo è cruciale per apprendere la novità, mentre nella corteccia prelimbica (PrL) l’ossitocina è necessaria per il recupero dei dati sociali immagazzinati. [Cfr. Research – AOP doi: 10.34133/research.1076, 2026].

 

Ultraottantenni con memoria da ventenni: la neurogenesi ippocampale è da giovani. Ahmed Disouky e colleghi hanno individuato la ragione delle straordinarie prestazioni di memoria di anziani di oltre 80 anni (Super Agers): una delle tre sedi di neurogenesi del cervello adulto, ossia il giro dentato dell’ippocampo, non va incontro in queste persone al processo lentamente involutivo che caratterizza l’invecchiamento, e si presenta ancora attivamente proliferante come nei giovani. Al contrario, l’incipiente malattia di Alzheimer era associata a una perdita della produzione di nuovi neuroni ippocampali. Studi precedenti hanno evidenziato la necessità dei nuovi neuroni, per rimanere in vita, di essere attivi subito dopo la loro produzione; dunque i Super Agers, oltre alla fortuna di un tratto naturale (“resilience signature”), hanno il merito di tenere in esercizio le proprie risorse cognitive. [Cfr. Nature – AOP doi: 10.1038/s41586-026-10169-4, February 25, 2026].

 

L’esposizione al piombo prima della nascita può manifestarsi 60 anni dopo nel cervello. L’esposizione al piombo nel secondo trimestre di gravidanza può condizionare una cattiva prestazione cognitiva a 60 anni. Come è stato possibile fare questa scoperta?

I denti dei bambini della dentizione decidua o da latte possono contenere atomi di piombo intrappolati durante l’embriogenesi, comportandosi come un “archivio biologico”. Dei ricercatori hanno analizzato una collezione di denti decidui donati da genitori di bambini dell’area di St. Louis tra il 1958 e il 1972, e oggi hanno sottoposto a test cognitivi i possessori di quei denti rintracciati grazie ai dati registrati all’epoca. In tal modo, si è evidenziata una stretta associazione tra bassi punteggi in cognizione e memoria ed esposizione al piombo della madre nel secondo trimestre di gravidanza. L’associazione è stata osservata primariamente nelle donne, per le quali si è rilevato che un piccolo incremento nella concentrazione di piombo era associato a una caduta di prestazione cognitiva corrispondente a tre anni di invecchiamento cerebrale normale. [Fonti: American Academy of Neurology and “Neurology”, Feb. 22, 2026].

 

Scoperto un segnale vocale presente nelle più diverse specie di uccelli di quattro continenti. Specie di uccelli, che vivono a migliaia di km di distanza fra loro e provengono da linee evolutive giunte a divergere milioni di anni fa, usano richiami di allarme impressionantemente simili per allertare circa le minacce provenienti da parassiti vicini ai loro nidi. Un team di ricerca facente capo principalmente alla Cornell University ha dimostrato che questi richiami di allarme aviari sono appresi, ma si sviluppano su una fisiologia neuronica di risposta innata sostanzialmente identica nelle varie specie. Si tratta del primo caso documentato di un suono animale che fonde in questo modo risposta innata e uso appreso dalla specie nel contesto ambientale.

La difesa del nido è stata studiata nel caso del “parassitismo della covata”, ossia quando un uccello come il cuculo depone le proprie uova nel nido di un’altra specie: in questo caso i proprietari del nido allevano la covata ospite anche a spese dei propri piccoli. Questo alto costo ha indotto le specie ospitanti a riconoscere quelle parassite e a cercare di prevenire la deposizione delle loro uova nel proprio nido. I ricercatori hanno scoperto che più di 20 specie di uccelli in quattro continenti diversi emettono lo stesso pigolio-segnale di allarme quando avvistano un uccello opportunista nelle vicinanze del nido.

Sviluppando i dati, il team della Cornell argomenta la similitudine fra lo sviluppo del sistema di comunicazione aviario e l’origine del linguaggio umano: entrambi emergono dalla combinazione di richiami istintivi e significati appresi nel corso del tempo dell’evoluzione. [Fonte: SciTechDaily e Cornell University, Feb. 14, 2026].

 

Scoperta la base di un codice per modulazioni comunicative del nitrito dei cavalli. Il nitrito di cavallo è familiare all’uomo almeno da 4200 anni, ossia dall’inizio della domesticazione equina, ma fino ad oggi non è stato compreso il modo in cui venga prodotto dagli organi fonatori del quadrupede. Un nuovo studio, pubblicato questa settimana, spiega che il cavallo (Equus ferus caballus) nitrisce producendo in realtà due suoni distinti contemporaneamente: 1) un suono di bassa frequenza come un nitrito sommesso prodotto dalle corde vocali; 2) un fischio ad alta frequenza acustica generato forzando l’aria attraverso la cartilagine della laringe.

La biomeccanica di questo suono a doppia frequenza (bifonazione) è dettagliatamente descritta in Current Biology, ma l’aspetto più interessante sottolineato dagli autori dello studio è la possibilità di usare le due componenti acustiche per codificare e segnalare intenzioni diverse. Gli autori dello studio ipotizzano che i cavalli siano in grado di trasmettersi l’uno l’altro messaggi complessi. [Cfr. Lefevre R. A. et al. Current Biology – AOP p902-911.e4February 23, 2026].

 

La ricerca sul leopardo arabo oggi consente l’attuazione di un piano per scongiurarne l’estinzione. La stima di meno di 120 esemplari rimasti in tutto il mondo del leopardo arabo (Panthera pardus nimr) ne fa una specie criticamente danneggiata e, dunque, vicina all’estinzione. A partire dallo scorso 10 febbraio, quando si è celebrata la giornata mondiale del leopardo arabo, l’Istituto Smithsonian NZCBI e la Royal Commission RCU hanno annunciato l’inizio di una nuova fase del progetto di recupero della specie che, avviato nel 2023, prevede una prima mostra di leopardi salvati presso lo zoo di Washington nell’estate 2026 e un’apertura al pubblico per il 2029, quando milioni di visitatori, anche grazie a una live webcam, potranno vedere questi magnifici animali senza andare nella penisola araba rischiando la vita. È interessante notare che i responsabili delle istituzioni impegnate hanno spiegato quanto sia importante conoscere scientificamente la specie per poterla salvare. Proprio i progressi nella conoscenza genetica, di scienze della riproduzione e del benessere animale hanno consentito i primi risultati.

I piccoli nati in cattività, quando a giudizio concorde degli esperti NZCBI e RCU saranno in grado di adattarsi efficacemente all’ambiente naturale della specie, saranno condotti in Arabia. [Fonte: Smithsonian’s National Zoo and Conservation Biology Institute, Feb. 10, 2026].

 

La cognizione sociale e comunicativa è improntata a una superficialità che svilisce la realtà e mortifica l’intelligenza. Nel titolo è espressa come costatazione di fatto una considerazione che condensa più di un decennio di analisi, interpretazioni e riflessioni, che richiederebbero lo spazio di un ponderoso saggio per essere esposte compiutamente, ma che si possono reperire nei numerosi scritti dedicati all’argomento dai membri della nostra società scientifica, la cui conoscenza si spera si sia diffusa grazie alla pubblicazione su questo sito web. Qui si vuole solo richiamare l’attenzione sull’effetto prodotto da decenni di imposizione di uno stile comunicativo sui fatti della vita, privato di ogni contenuto che faccia riferimento ad approdi conoscitivi del sapere e richieda lo sviluppo di un ragionamento articolato secondo paradigmi logici e fondato su forme del sentire e dell’intendere che fanno parte delle radici antropologiche delle genti di tutto il mondo.

Un tempo, nelle apparizioni televisive si sapeva di dover “giocare al gioco della comunicazione”, che voleva dire abbandonare il livello delle conversazioni basate sull’attualità della cultura e limitarsi a presupposti conoscitivi elementari conferiti dalla scuola dell’obbligo, e semplificare al massimo il proprio pensiero, per consentirne la comprensione immediata attraverso la riconduzione a luoghi comuni banali. Ormai, da decenni, sembra che l’atteggiamento mentale del “gioco della comunicazione” sia stabilmente e universalmente diventato la forma mentis comune: sembra che nessuno pensi, elabori l’esperienza, analizzi il vissuto, impieghi paradigmi filosofici, storici, scientifici o religiosi per comprendere la realtà, ma sembra che tutti siano attestati su un atteggiamento mentale di passiva adesione a schematici e stereotipati ruoli esecutivi, nel pensiero prima ancora che nelle parole.

La superficialità come nuovo contrassegno dell’umano: il vanto del mancato uso delle risorse cognitive e dei tesori di conoscenza, esibito quotidianamente quale nuova frontiera dell’umano post-moderno, in cui il soggetto accetta il ruolo di burattino nelle mani dei meccanismi economico-politici che gli assicurano i benefici materiali che hanno completamente oscurato i valori ideali.

Questa superficialità, che nega presupposti dell’umano che hanno attraversato la storia delle civiltà dall’antichità ai giorni nostri, da limitazione del pensiero e perdita di misura, proporzioni, metodo, gradi, livelli e priorità di saggezza, diventa facilmente misuso del pensiero, come è facile verificare dall’impressionante massa di insulsaggini, balordaggini, cretinerie, vanità, errori, volgarità e inciviltà di cui traboccano i social media.

Alcuni anni fa, in un approfondimento del nostro Seminario Permanente sull’Arte del Vivere, discutemmo di quanto fosse istruttiva questa conoscenza: i filosofi greci avevano definito l’uomo superficiale, coniando un vocabolo specifico che lo designava e descrivendolo secondo un modello che oggi definiremmo “psicologico”, con precise caratterizzazioni della personalità e del carattere, che in gran parte coincidono con i requisiti oggi richiesti per aderire allo stile di “esseri poco pensanti” che, fino a prova del contrario, viene attribuito anche noi.

L’atto di intelligenza, che per definizione va oltre l’automatismo della decodifica verbo-acustica dell’ascolto e verbo-grafica della lettura, richiede una riflessione, un lavoro mentale che gestisce significati e senso, e non appartiene alla superficialità del “reagire alla vita” secondo stereotipi fatti propri.

L’uomo superficiale dell’antica Grecia e dell’attuale Villaggio Globale, a sua insaputa, è costretto dal suo stile mentale a negligere e perfino a negare la realtà, per un motivo tanto evidente quanto poco presente alla maggioranza dei “comunicatori”: la realtà è complessa, molteplice, discontinua, polimorfa, cangiante, in parte immutabile, in parte dinamica, mai comprensibile tutta intera con un solo sguardo, un solo criterio, un solo concetto; può essere onorata nella sua autentica o presunta oggettività, ma può anche essere manipolata, deformata o contraffatta in un modo difficilmente riconoscibile dalle apparenze; e per queste ragioni la realtà ha grandi difficoltà nell’entrare nella mente dei superficiali. [BM&L-Italia, febbraio 2026].

 

Notule

BM&L-28 febbraio 2026

www.brainmindlife.org

 

 

 

________________________________________________________________________________

 

La Società Nazionale di Neuroscienze BM&L-Italia, affiliata alla International Society of Neuroscience, è registrata presso l’Agenzia delle Entrate di Firenze, Ufficio Firenze 1, in data 16 gennaio 2003 con codice fiscale 94098840484, come organizzazione scientifica e culturale non-profit.